26 febbraio 2017

Grottaferrata: sabato 4 febbraio Parrocchia San Pio X riceve il Cuore di Camillo. Giubileo dell'Istituto

Bellissima preparazione da don James (parroco della Parrocchia San Pio X) per l'accoglienza della Reliquia del Cuore di San Camillo. 
Ecco alcune foto di un pomeriggio di preghiera e adorazione insieme alla comunità parrocchiale.
Santa Messa presieduta da padre Modesto, camilliano insieme a don James e il Diacono permanente Luigi 
“Avere il coraggio di vivere una fede impegnativa, una fede che si apre al amore del prossimo – ha esordito don James nella sua omelia – Voi siete il sale della terra e la luce del mondo, il Signore chiede a noi di essere sigillati in una alleanza d’amore, di fedeltà, di concretezza, saper dare testimonianza profetica, coraggiosa, leale e serena.”
“Dare voce alla fede – ha proseguito don James scendendo al concreto – parlare di Cristo con la nostra vita, e per parlare di Cristo bisogno parlare con Cristo, essere una voce che trasmette fiducia, calore e accoglienza, essere una voce che è capace di abbracciare… In modo particolare oggi il Signore chiede a noi attraverso il Cuore di San Camillo di mettere in opera il Vangelo, saper chinarci sulle ferite, saper toccare le ferite, saper confortare, saper consolare, saper dare Cristo. Come San Camillo che ha saputo mettere nelle ferite di tanti fratelli il balsamo dell’amore, del servizio, della compassione e soprattutto il balsamo della misericordia. San Camillo aveva un Cuore che batteva sempre per Cristo perché Cristo era dentro di lui.” Concludendo ci ha esortato ad “essere cristiani calorosi, ad abbracciare il Vangelo per essere una voce viva, una luce che arde per i fratelli feriti fisicamente e spiritualmente con più cuore nelle mani! In ogni cosa ci sia il Cuore di Cristo, nelle nostre parole nel nostro fare e dire ci sia il Cuore di Cristo!

http://www.spioxgrottaferrata.it/

Perú: Visita canonica della Madre Zelia e la Sup. Sr. Flor (consigliera) alle comunità

Comunità Casa del Padre Tezza - Barrios Altos
Stanza del Beato P. L. Tezza, ora Cappellina dove si respira fortemente la sua Spiritualità
Clinica Padre Luis Tezza
Personale della Clinica Tezza offrono alla Madre e Sr. Flor (consigliera) un saluto di benvenuto.
Comunità Scuola P. Luigi Tezza
Accoglienza alla Madre nella Clinica Tezza
Gruppo di ragazze che stanno facendo una esperienza vocazionale

«Non preoccupatevi del domani» Commento al Vangelo del 26 febbraio 2017, VIII domenica T.O.

Elogio della Provvidenza. Già, la Provvidenza! Lungi dal voler emettere giudizi sull'oggi storico, quasi che la Chiesa non ne facesse parte del presente o si ergesse continuamente a maestra esclusiva di una verità che nulla a che vedere con la Verità con la V maiuscola, ma la parola Provvidenza è sparita pure dal vocabolario cristiano. Provvidenza, ovvero capacità di fidarsi di Dio. 
Oggi c’è la corsa all'accumulo, il contrario della Provvidenza. Accumulare perché non si sa se domani possiamo permetterci questa o quell'altra cosa; accumulare per paura che qualcun altro possa impadronirsi di ciò che desidero prima di me; accumulare a discapito di chi invece non può permettersi né oggi e nemmeno domani; accumulare per garantire ai miei posteri un futuro secondo la mia logica, senza pensare che ciò che accumulo è esposto alla tempesta dell’usura del tempo. 
C’è un passo che precede la fiducia nella Provvidenza di Dio. Questa è la povertà. Chi non sa spogliarsi, non può fare esperienza della Provvidenza. Chi è già sazio, farà molta fatica a sperimentare la bellezza di un Dio che dona gratuitamente. 
Povertà non è sinonimo di sciattoneria, di nullatenente, di miseria. La povertà invocata e cantata nelle beatitudini da Gesù di Nazareth è tutt’altra cosa, è quella dello spirito. In altri termini, Francesco d’Assisi avrebbe parlato di “spoliazione”. È un atto interiore prima ancora che esteriore, è un moto dello spirito prima ancora che del corpo. "Non potete servire Dio e la ricchezza", rammenta il Maestro Gesù. Ma si spinge oltre: "non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete". È un palese invito a fare della povertà lo stile della vita cristiana. Un cristiano “attaccato” al denaro, al potere, alle scalate o alle cordate non è secondo la logica del Vangelo. 
La povertà è il criterio evangelico. Povertà è non vivere attaccati alle cose di questo mondo che per quanto utili possono essere, sono pur sempre futili, passeggeri, effimeri. Povertà è capacità di vivere in maniera distaccata da ciò che appesantisce il nostro passo di viandanti su questa terra. Povertà è generosità. Povertà è spirito di condivisione, povertà è libertà di spirito. Povertà è non avere paura che possano toglierti qualcosa che hai perché tu non hai niente. Povertà è evitare che la ricchezza diventi un alibi per disaccordi familiari. Povertà è capacità di amministrare equamente e secondo giustizia ogni cosa, il denaro stesso. 
Ma la povertà è un cammino. Bene diceva il nostro carissimo don Tonino Bello: «Si può nascere poeti, ma non poveri. Poveri si diventa. Come si diventa avvocati, tecnici, preti. Quella della povertà, insomma, è una carriera, e per giunta tra le più complesse. Richiede un tirocinio difficile. Tanto difficile che il Signore Gesù si è voluto riservare direttamente l'insegnamento in questa disciplina». La povertà dunque è l’anticamera della Provvidenza. Per credere nella Provvidenza bisogna esercitare l’arte della povertà, della libertà interiore, della spoliazione dell’anima. Chi vive della Provvidenza è convinto di ciò che dice Gesù: "Il Padre vostro celeste sa che ne avete bisogno". 
Fintanto che continueremo ad accumulare, non riusciremo mai a sperimentare la vicinanza di Dio, di un Dio che ama venire incontro a noi, ai nostri bisogni, alle nostre necessità; non riusciremo mai a percepire la vicinanza di Dio, di un Dio tenero, di un Signore che è padre, che si commuove e mai si dimentica (cfr. prima lettura). Il Salmo responsoriale ci fa ripetere con il ritornello: "Solo in Dio riposa l’anima mia". E allora è il caso di dire che la domanda nasce spontanea: in cosa o in chi riposa l’anima mia? In chi o in cosa confido? Cosa o chi mi fa stare o meno tranquillo? Chi o cosa mi dà sicurezza? 
Padre Onofrio Antonio Farinola
sacerdote cappuccino

23 febbraio 2017

Festa della Cattedra di San Pietro. Omaggio delle nostre sorelle

Le nostre sorelle maggiore, hanno voluto onorare il Santo Padre, cantando l'inno che la Gioventù Femminile dell'Azione Cattolica italiana (della quale loro hanno fatto parte) aveva preparato per il Trentennio 1918 - 1948. 
Eccole con grande entusiasmo trasmettere a noi la devozione e obbedienza al Papa, il libretto ancora è tra i ricordi preziosi di Suor Modesta.
Sr. Teresa, Sr. Carmelina, Sr. Agnese e Sr. Modesta
Sr. Ubertina, Sr. Margherita, Sr. Adelina e Sr. Damiana
"Si ricordi nelle sue sofferenze dei bisogni del nostro Istituto ...  La perfezione e santità nei sacerdoti e persone a Dio consacrate ... Non dimentichi il Capo della Santa Chiesa, il Papa, tanto addolorato dai propri figli infedeli e il trionfo della santa Chiesa" 
(Beata Madre Giuseppina Lett. 94 - 11 aprile 1910) 

23 febbraio Anniversario della nascita al Cielo della Beata Madre Giuseppina

[...] La comunità di casa madre, stretta attorno alla venerata salma, durò in preghiera fino al mattino del giorno 23. Nella liturgia della messa del giorno le parole dette da Gesù in casa di Giairo, « la bambina non è morta ma dorme » (Mc 5, 39), furono un messaggio profetico; « oh! consolanti parole di Gesù parole di vita, di verità, fondamento della nostra fede e della nostra speranza, quale conforto arrechi ai nostri cuori! », scrive l'autrice della Cronaca dell'Istituto, interpretando i sentimenti comuni.
Le esequie ebbero luogo nella cappella interna della casa, in via Giusti 7, con la partecipazione dei superiori maggiori camilliani padre Andrioli, padre Ferroni , di mons. Schüller, del padre Giuseppe da Monterotondo, di mons. Santovetti, presenti le Figlie di San Camillo convenute d'ogni parte. La salma fu inumata nella tomba dell'Istituto, al Campo Verano [...]
[...] Nel 1976 ebbe luogo la definitiva inumazione della salma nella chiesa interna della casa Generalizia di Grottaferrata. 
Bruno Brazzarola, Madre Giuseppina Vannini Fondatrice delle Figlie di San Camillo (1859 - 1911) pp. 313
Reliquia della Beata Madre



















Beata GIUSEPPINA VANNINI   Fondatrice  Roma, 7 luglio 1859 - 23 febbraio 1911
Fondatrice delle Figlie di San Camillo. Fiduciosa dell'aiuto divino, in appena 19 anni di lavoro, Gioseppina Vannini riuscì a diffondere il provvidenziale Istituto in Italia...
www.santiebeati.it/dettaglio/90319



Brescia Casa di Riposo San Giuseppe: 12 febbraio Messa nella Parrocchia Santa Maria Nascente

Presieduta dal Monsignor Mauro Orsatti, Vicario episcopale per la Vita Consacrata e dal rev. don Orlando Resconi.
Festa trascorsa felicemente in parrocchia, condivisa con il quartiere, il nostro personale, parenti delle nostri ospiti e altre sorelle, delle case di Cremona; via Turati e Torre Picenardi.